THE WALL - DANCE TRIBUTE martedì 24 febbraio 2026
Sono veramente in difficoltà a raccontarvi di questo spettacolo perché è tutto bellissimo ma i Pink Floyd non sono proprio "my cup of tea" come direbbero in UK...
Cercherò di essere il più neutro possibile e di riferire solo degli aspetti spettacolari e non delle mie emozioni personali. La confezione è accurata come ormai da anni la MM Contemporary Dance Company ci ha abituati: il disegno luci di Gessica Germini è degno di un mega concerto di una star mondiale del pop ed è di assoluta bellezza e perfezione. Le proiezioni, che in genere trovo adatte solo ad un saggio di danza, sono di Fabio Massimo Iaquone e sono anche loro di perfezione assoluta, realmente immersive e davvero suggestive e parte integrante dello spettacolo. Della scorrevole regia di Manuel Renga, che alterna continuamente momenti recitati ad altri danzati, sovra titoli che traducono i testi delle canzoni della band e proiezioni sovrimpresse, non ho apprezzato fino in fondo l'impostazione così teatrale della recitazione di Pink, un personaggio simbolico della band inglese nonché alterego di Roger Waters, che avrei forse preferito con una interpretazione più naturalistica, a sottolineare maggiormente smarrimento ed estasi di un'epoca psichedelica, satura di LSD e sperimentazioni sessuali. Ma Jacopo Trebbi, Pink; il suo lo sa fare e anche bene.
La cifra stilistica coreografica di Michele Merola è qui riconoscibile, nell'uso frammentato e narrativo delle braccia, nella circolarità del movimento, nella composizione raffinata dei canoni di alcuni assieme e ancor di più nel bellissimo numero composto per The wall, dove gli undici danzatori della compagnia, vestiti da collegiali britannici, danzano un piccolo capolavoro coreografico che vorremmo rivedere ancora e ancora. Così come alcuni duetti o altri momenti più intimi, dove svettano sicuri e bellissimi Nicola Stasi e Giuseppe Villarosa. Ma farei un torto se non citassi tutti gli splendidi danzatori della compagnia, come Filippo Begnozzi, Mario Genovese, Paolo Giovanni Grosso, Aurora Lattanzi, Fabiana Lonardo, Federico Musumeci, Giorgia Raffetto, Alice Ruspaggiari e Diletta Savini.
Per cui, davvero una bellissima produzione di altissimo livello che se fosse stata incentrata, che ne so, su Edith Piaf, avrei amato fino alle lacrime...








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