HOLD YOUR HORSES venerdì 17 luglio 2026
Hold your horses è stata una piacevole scoperta sotto numerosi punti vista. Il primo è perché era programmato nel cartellone musica e non mi aspettavo che invece fosse uno spettacolo di danza. La seconda è che leggendo il programma di sala mi aspettavo tutt'altra cosa da quella che ho visto. E poi, la sorprendente bravura degli interpreti, la loro generosità nel darsi al pubblico nonostante ci fosse un caldo davvero tremendo, l'originalità del discorso coreografico così difficile da trovare ormai e altro ancora che svelerò lungo la mia recensione.
La mia gratitudine va innanzitutto a Giacomo Pedini, direttore artistico di Mittelfest 2026, per aver trovato e portato a Cividale del Friuli uno spettacolo tanto bello e coinvolgente: anche questo sempre più raro da vivere!
Nell'affascinante spazio sconsacrato della Chiesa di San Francesco, in scena ci sono alcuni tavoli e delle sedie, nulla di più scontato per un pezzo di danza contemporanea, eppure di scontato non c'è proprio nulla, a partire dal momento in cui dietro due tavoli allineati in proscenio, si sederanno alla spicciolata cinque degli interpreti che avvieranno un momento musicale misto al movimento, perfetta prefazione per quello che seguirà.
Dita che strisciano, oscillano, vibrano sui tavoli e sui corpi dei colleghi in un crescendo sottolineato dal canto di Guy Corneille, anche alla chitarra. È un travolgente, infinito gioco di mani e di corpi che si contorcono, si percuotono, creano suoni ma anche immagini, suggestioni ed emozioni. Un'ora che vola via senza riuscire a capire il senso di tutto questo ma non in fondo non importa perché non si può che restare totalmente affascinati dalla qualità di questi sei incredibili performers: danzano, suonano, cantano, parlano, raccontano con tutti gli strumenti che hanno a disposizione, che siano musicali o i loro stessi corpi.
Assoli, duetti, momenti di gruppo, sezioni di contact e di prese rischiosamente acrobatiche, incalzano nel sottofinale, quasi a sfidare davvero il galoppo, a non riuscire a trattenere più i cavalli. Il crescendo è infinito come il sudore dei danzatori - sottoposti al caldo anomalo che affligge tutta l'Europa in questo periodo - che aumenterà costantemente, fino ad arrivare ad un ultimo duetto con "percussione per toraci", dove un uomo e una donna si abbracciano con slancio e violenza, provocando rumore per lo scontro e la brusca fuoriuscita di aria dalle loro bocche.
Cito: "Come coreografa, Josephine van Rheenen ricerca l'umanità nella danza e aspira a un linguaggio intuitivo, che parte dall'istinto. Il suo lavoro è caratterizzato da fisicità, apertura ed energia sul palcoscenico e da un intimo intreccio con la musica (dal vivo). È un concerto danzato, musica e movimento, energico e sensibile, sul nostro bisogno di sicurezza, che racconta il desiderio di aggrapparsi a qualcosa o qualcuno in un mondo che diventa sempre più spaventoso. Attraverso un linguaggio gestuale insieme tenero e acrobatico, sei interpreti si muovono sulla musica dal vivo in una continua tensione tra il gruppo e l’individuo."
Si, questo è davvero quello che ci hanno fatto vedere gli interpreti di De Dansers: Yeli Beurskens, Marie Khatib-Shahidi, Liam McCall, Youri Peters, Arturo Vargas assieme a Guy Corneille
Bravissimi, uno spettacolo che merita di girare a lungo e di essere visto il più possibile.







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