EVITA lunedì 6 luglio 2026

Locandina dello spettacolo 

Evita è un musical che conosco bene, avendo assistito a più di un paio di versioni teatrali italiane ed estere e avendo visto infinite volte la versione cinematografica con Madonna e Antonio Banderas. In questi casi, la mia mente allinea in parallelo quello che ricorda di aver già visto e sentito, con quello che succede dal vivo davanti ai miei occhi e alle mie orecchie rendendo, a volte, difficile, impietoso o vincente il confronto tra passato e presente. Questa volta intanto si è stratificata un nuovo, interessante allestimento.

La versione ideata e diretta da Svetlana Dramlić è davvero innovativa, soprattutto per l'impianto scenografico firmato da Matic Kašnik e le video proiezioni immersive che ha pensato e prodotto con la sua Rosa produkcija. "Svetlana Dramlić è una rinomata regista, sceneggiatrice e montatrice slovena" così dice il suo profilo sul sito della SNG di Maribor che ha prodotto lo spettacolo, senza tralasciare il suo passato di danzatrice, coreografa, comunicatrice mediatica e produttrice: tanta poliedricità è evidente nel prodotto che si è visto in scena, ricco di commistioni, estremamente moderno ma di grande spessore teatrale ed emotivo. La Dramlić riesce a farci immaginare perfettamente i luoghi nei quali la vita di Eva Duarte poi in Perón. ha vissuto, pur senza far apparire un singolo oggetto di didascalica scenografia: immaginiamo la balera in cui conobbe Agustin Magaldi fin quasi a sentirne l'odore; percepiamo il balcone della Casa Rosada dalla quale tenne un memorabile discorso per l'elezione di Perón. qui trasformato in Don't cry for me Argentina, e così via. Tutto questo usando grafica e immagini, mai davvero banali o rivelate, in continuo movimento. Indimenticabile il duetto tra Evita e il Che in cui due enormi specchi che chiudono lateralmente le quinte si uniscono al centro per formare una cuspide o quello dove, dietro ad un tulle, cantano quasi sommersi da immagini in continua evoluzione proiettate davanti e sopra di loro. La regia è attenta e approfondita, i personaggi sono incisi con cura e tutto è curato, fin nei minimi dettagli.


Il corpo di ballo della SNG ha un ruolo fondamentale in questa opera moderna perché mantiene alto e costante il ritmo della partitura scritta da Andrew Lloyd Webber nel 1978 e che, furbescamente, mescola molti generi musicali, riuscendo a coinvolgere una platea davvero trasversale come quella attratta dagli spettacoli di musical in generale. Le coreografie di Tetiana Svetlična sono di supporto allo spettacolo anche se non svettano per particolare qualità o innovazione ma sanno creare emozione e sono danzate con grande cura e livello artistico da sembrare perfette. I costumi di Jerneja Podbevšek Zhembrovskyy non si notano particolarmente, ad eccezione di un paio indossati da Evita. Eleganti quelli pensati per il Coro dell'Opera di Maribor che, presente sia in scena che su uno spalto laterale, ha contributo a riempire di suono il Krizanke di Lubiana, evidentemente ben guidati da Zsuzsa Budavari Novak. Bene anche l'Orchestra dello stesso teatro purtroppo amplificata, vista la profondità della buca (davvero!) orchestrale, condotta da  Patrik Greblo anche arrangiatore e compositore di più di 300 brani musicali!




Venendo al cast, Evita è stata riportata in vita da una generosa Sabina Cvilak che si è spesa in tutti modi possibili per essere internazionalmente credibile: per me resta insopportabile l'utilizzo del canto lirico in partiture che come questa, sono scritte per voci naturali. Il continuo passaggio dalla voce naturale a quella in maschera mi disturba davvero i sentimenti, senza dire che in Buenos Aires era davvero difficile trarre piacere dal suo canto. Ma è solo un mio problema, ne sono sicuro. Il secondo atto è filato molto, molto meglio. Di contro, il Che cantato da Sergije Lugovski è stata una delle prestazioni più convincenti dei miei ricordi: una grande presenza scenica e la linea di canto ineccepible e sicura, gli hanno permesso di primeggiare, ottenendo il favore di tutta la platea intervenuta nella grande arena della capitale slovena. Parimenti brillanti il Juan Perón Mike Sterling e l'Agustín Magaldi Tim Ribič. Giovani e dolci Lucija Krašovec e Mara Zorman. 

Platea stracolma, con tanto di Presidente della Repubblica, gran spolvero di look al limite del sopra le righe, applausi scroscianti e un sentito grazie al festival di Lubiana e al suo Direttore, Darko Brlec, per una bellissima serata musicale.












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