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WERTHER 1 dicembre 2015

Locandina dello spettacolo  Punto 1: prima volta che vedo il Werther di Jules Massenet. Punto 2: alla fine del primo atto non ne potevo più. Punto 3: i restanti tre atti mi sono piaciuti moltissimo. Detto ciò, devo dire che lo spettacolo mi è sembrato nel suo complesso interessante anche se tradizionale, elegante ed asciutto. Ho molto apprezzato le scene di Aurelio Barbato, austere e incombenti, come si conviene ad un dramma di questo tipo; eleganti e perfettamente coordinati all'allestimento anche i costumi di Lorena Marin; splendidamente chiaroscurali le luci di Claudio Schmid hanno sottolineato con intelligenza il dipanarsi della vicenda. Giulio Ciabatti si conferma, ancora una volta, un regista tradizionale, garbato e attento ad aiutare i suoi protagonisti nel rendere personaggi scomodi e inquieti come in questa opera. Ha saputo infondere leggerezza e soavità laddove era possibile, ma non ha tralasciato di sottolineare il dramma, senza calcare la mano. Venendo alla mu...

PEER GYNT 24 novembre 2015

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Locandina dello spettacolo   Raramente incontro un vero talento, o perlomeno quello che a me appare come tale. Ma quando lo incontro, mi emoziono e lo celebro con la massima devozione possibile. Il talento che mi urge celebrare è quello di Edward Clug, un coreografo di orgini rumene che dirige la SNG di Maribor dal 2003. La sua visione della danza è stata, all'inizio della sua carriera coreografica, molto nervosa, fatta di piccoli movimenti scattanti, quasi nevrotici, permeata da una certa tensione di fondo, da una tetra malinconia. Quanto tempo sia passato dalle prime coreografia (Tango e Radio&Juliet ) è facilmente percepibile da questo sua ultima, recentissima creazione: il tratto è diventato più disteso, ha affinato la capacità di raccontare una storia ed è capace di sorprendere continuamente il pubblico, con momenti ironici ma anche intensi, padrone di un linguaggio coreografico personale e molto musicale. Questo Peer Gynt andato in scena allo Cankarjev Dom di L...

HEARTMEAT/CACTI 7 novembre 2015

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Locandina dello spettacolo Splendida nuova produzione della Compagnia di balletto dell'Opera di Lubiana, composta da una prima assoluta e da una ripresa. Sono veramente molto felice di come Sanja Neskovic Persin sta conducendo la compoagnia slovena. I danzatori sono vitali, efficenti, stimolati ed hanno perso l'aspetto polveroso filo sovietico di una decina di anni fa... Sono personalmente molto contento di aver visto il debutto della prima parte di questo dittico intitolata The Heart of the Meat firmata da Rosana Hribar e Gregor Lustek. Contento perché hanno fatto un ottimo lavoro e personalmente perché li ho invitati nel 2010 nel festival che dirigevo al Politeama Rossetti di Trieste, dimostrando un certo fiuto... ;-) (Perdonatemi, ma se non mi complimento da solo...) E' una coreografia dove la fantasia regna sovrana, accompagnata da alcune delle pagine musicali più famose e più toccanti. Ruffiano direte. Si, un po'. Ma che male c'è? Correva via liscio c...

ORFEO ALL'INFERNO 13 ottobre 2015

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Locandina dello spettacolo Se avessi scritto di questo spettacolo alla fine del primo atto ne avrei scritto molto bene. Se lo avessi fatto alla fine del primo quadro del secondo, lo avrei fatto con meno entusiasmo. Alla fine dello spettacolo ne scrivo con parecchie perplessità. E mi dispiace. Tanto. Perché non credo che la lirica oggigiorno abbia bisogno di cattive recensioni... Sono tutt'altro che contrario alle rivisitazioni, agli aggiornamenti, agli svecchiamenti. Credo che un nuovo pubblico e i giovani possano essere più facilmente catturati con delle messe in scena più vicine al loro vissuto oppure assolutamente museali. Ma l'operazione pensata da Vito Taufer per questo Orfeo all'inferno di Jacques Offenbach, in scena a Lubiana per la SNG, alla fine l'ho trovata di dubbio gusto. Era deliziosa l'idea di ambientare l'inizio di questa operetta in quella che sembra una landa americana dipinta da Edward Hopper, con tanto di grano spigato e coloratissim...

TURANDOT 1 settembre 2015

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Locandina dello spettacolo Difficile scrivere di questo spettacolo. Innanzitutto vorrei ringraziare la direzione del Festival di Lubiana per aver programmato questa produzione di Turandot del Teatro Nazionale dell'Opera Cinese di Pechino che, altrimenti, chissà se avrei mai visto. Detto ciò torno alle perplessità di cui sopra. Dal punto di vista musicale è stata una bella, bellissima serata, ma la messa in scena è stata veramente scadente. Una regia infantile, scollegata dal testo, priva di idee se non di pessimo gusto. Come l'ascensione al cielo di Liù: la poverina viene caricata dentro una specie di montacarichi per vivande con luce al neon; oppure la scenetta idilliaca della casa nello Honan con il suo laghetto blù per la quale un fondale retroilluminato svela qualche scenetta folkloristica con due donne ed un uomo, kitsch, inutile e orribilmente televisivo; o ancora le parti danzate di una inutilità e di una nonqualità inenarrabile. Peccato. Mi aspettavo di più da...

EVOLUTION / ALESSANDRA FERRI 25 luglio 2015

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Locandina dello spettacolo Credo che sia stato il galà più raffinato cui io abbia assistito negli ultimi 40 anni: complimenti, Alessandra Ferri! 70 minuti di puro piacere, di gioia per gli occhi, di emozioni per l'anima...grazie! Ero piuttosto spaventato all'idea del ritorno in scena di Alessandra Ferri: temevo che l'avremmo dovuta vedere - come qualche altra divina... - carrellata o parancata da una parte all'altra del palco, da qualche baldo e giovine danzatore in cerca di fama e visibilità. E invece, per fortuna, abbiamo visto tutt'altro. Questa Signora della danza continua ad avere un corpo adolescenziale e ce lo declina in tutte le mise possibili. Stesso dicasi per gli stili di danza: dalla classica al tacco, dal contemporaneo al destrutturato. Però, forse, in merito a questo, un pensiero in più avrebbe potuto farlo. Apre la serata il temibile Rhapsody di Sir Frederik Ashton. Herman Cornejo ci delizia per presenza virile e per la sicurezza della sua ...

ROMEO&JULIET 14 luglio 2015

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Locandina dello spettacolo Non posso smettere di ringraziare il direttore artistico del Festival, Darko Brlek, per aver proposto questa versione di Giulietta e Romeo che non avevo ancora mai visto. E' stata un'interessantissima visita al museo della danza, per scoprire la prima versione che Leonid Lavroski, Sergej Prokofjev, Sergej Radlov e Adrian Piotrovski avevano scritto assieme nel 1940. Il lavoro di regia, di cesello della mimica, di costruzione degli assiemi e di ricerca delle danze popolari italiane è incredibile: al giorno d'oggi siamo abituati a vedere danza unisona fatta da splendidi danzatori, ma ci siamo persi per strada l'aspetto prettamente teatrale del raccontare una vicenda. Sin dall'apertura del sipario in questa versione invece, è molto evidente. Ad iniziare da due danzatrici che interpretano due bambinetti/mendicanti, per proseguire con i popolani che lentamente riempiono la scena, raccontando ognuno il proprio personaggio, per concludere con i...