CENERENTOLA sabato 10 ottobre

Locandina dello spettacolo 


Bravo Lukas! Sei riuscito nell'intento di lasciarci desiderare che la tua Cenerentola durasse ancora e ancora: bella la drammaturgia, bella la coreografia, bravi i danzatori...bellissima serata!

Sono parecchi anni che vedo Lukas Zuschlag sul palcoscenico della SNG, prima come danzatore, poi come coreografo, ora anche come Direttore della Compagnia e non posso che essere felice per lui, per questa brillante, inarrestabile e meritata carriera. È stato un bellissimo danzatore contemporaneo e si vede che in questa direzione va anche la sua vena creativa, forte anche di aver danzato coreografie immense di Clug, Eifman, Bubenicek, Godani, Mujic e altri ancora. Ho trovato molto piacevoli e interessanti diverse coreografie che ha creato per alcune opere del repertorio della SNG, anche se meno mi era piaciuta la sua prima creazione a serata intera ma ora siamo di fronte ad un lavoro di grande spessore e maturità.

La bellissima musica composta da Sergej Prokofiev non è facile da affrontare perché è piena di colori che vanno rispettati, è molto nota ed è quindi facile che rimandi a qualche immagine che la nostra mente ha già fissato e ci distragga oppure inneschi immediatamente il confronto con altre versioni. Lukas è stato bravo a lavorare per sottrazione, a partire dalle scene di Nicola Reichert (ben illuminate da Jaka Šimenc) e dai costumi di Leo Kulaš che esaltano questa neutralità d'epoca e di luogo, riuscendo a togliere tanto dall'iconografia classica, restituendo invece un luogo vicino e una vicenda immortale nelle nostre speranze. 

Bene ha fatto a togliere soprattutto dalle sorellastre per restituire loro danza e non parodia. In quasi tutte le versioni finiscono per essere delle insopportabili esagitate immature, mentre qui risultano essere delle collegiali ancora alla scoperta di sé, limitando guitteschi strattoni e cattiverie inutili alla povera Cenerentola. Il padre viene liquidato subito spedendolo al lavoro per sempre, così non ci troviamo di fronte ad un inetto, incapace di proteggere la povera figlia maltrattata. Insomma, c'è poca guitteria, poca inutile mimica ma tutto è leggibile e chiaro attraverso il movimento. Il duetto di presentazione delle Sorellastre è veramente delizioso, giocato in buona parte su un divano, pieno di acrobazie e trovate perfettamente musicali. Erica Pinzano e Tasja Šarler Vogrin sono perfette per i ruoli, si divertono ma sono brave a non strafare, così come Nina Noč nel ruolo della Matrigna, che sembra essere più interessata a piacere e a conquistare per sé stessa, piuttosto che a procurare un marito alle figlie e lavori casalinghi alla figliastra. In questo quadretto iniziale svetta il Maestro di danza interpretato da Lukas Bareman: ho visto Bareman in tanti ruoli in questi anni e devo ribadire che è un danzatore incredibile, tecnicamente ineccepibile, con grandi doti interpretative e una fluidità di movimento sorprendete per la massa muscolare che ha.
 
Zuschlag trasforma il divertissement delle stagioni in una sorta di prologo della Bella addormentata di Petipa dove diverse fate presentano i propri doni alla protagonista: stavolta, inizialmente, appaiono come fattorini della UPS con tanto di pacchi che ritorneranno per tutto il corso della coreografia, sempre pronte ad aiutare Cenerentola, nel quadro del ballo ad esempio creandole una passerella composta di pacchi che percorrerà per raggiunge il Principe. La Fata madrina è una splendida ed elegantissima Emilie Gallerani Tassinari dalle lunghe e curate linee, accompagnata dalle altre Fate, tutt* ugualmente brav*, che sono Filippo Jorio, Marin Ino, Nina Kramberger e Oleksandr Koriakovskyi.
Non posso non citare Kenta Yamamoto e Chie Murashi, capisaldi della compagnia e in questo caso genitori del Principe, ma anche Yujin Muraishi, Paolo Calò, Hugo Mbeng e Aleks Theo Sisernik che con la loro presenza scenica arricchiscono ancora di più la narrazione.

Sono tante le trovate e i dettagli che il coreografo mette in scena, tanto da farlo sembrare uno spettacolo già rodato quando in realtà questa è soltanto la terza replica. La scena del ballo del Principe è elegante, ben congegnata, aiutata anche dal secondo piano creato dalla scenografia che aiuta a mantenere sulla scena il focus, ad esempio nel bellissimo duetto tra il Principe e Cenerentola. Il duetto scorre con estrema piacevolezza e Zuschlag sceglie di non esaltare i fortissimi musicali con picchi coreografici, generalmente lift ad effetto, ma li lascia esprimere all'orchestra per evidenziare momenti meno facili con prese d'effetto. 
Il Direttore Ayton Desimpelaere è alle prese con una partitura complicata che riesce a guidare con la sua solita maestria mentre l'Orchestra della SNG sembrerebbe aver bisogno ancora di qualche replica per uscire totalmente vincente dall'orchestrazione di Prokofiev (mi domando sempre come fanno a suonare in quella buca tanto stretta e profonda considerando che la partitura richiederebbe un organico di un'ottantina di musicisti e una notevole quantità di percussioni...).
Ho lasciato per ultimi i due protagonisti perché sono entrambi una rivelazione: Eleonora Ancona è una deliziosa Cenerentola, molto espressiva, perfetta sia nei passaggi più contemporanei che in quelli più classici in punta mentre il suo Principe, Matteo Moretto, rivela una padronanza della scena e della tecnica, una disinvolta sicurezza ed eleganza che ha molto maturato in questi anni di permanenza alla SNG.

Complimenti alla lungimiranza della Direzione del Teatro per continuare a investire nella danza e nel mantenere un corpo di ballo che indubbiamente costa ma tanto restituisce in termini di prestigio e visibilità, soprattutto se è così ben guidato!

Foto meravigliose, come sempre, di Darja Štravs Tisu








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