ALICE IN WONDERLAND sabato 18 aprile 2026
È un bellissimo allestimento quello che ci propone la SNG di Lubiana: ricco e vivace, con bellissimi costumi e graziose scene di René Salazar, splendide video animazioni di Stella Ivšek - veramente immersive e fortemente suggestive - un curato e potente disegno luci ad opera di Jaka Šimenc e una gustosa e interessante coreografia creata da Howard Quintero Lopez, ripresa della versione creata per la Compagnia Nazionale di danza del Portogallo nel 2021.
I danzatori della Compagnia Nazionale Slovena non si risparmiano come al loro solito e sanno sciorinare qualunque difficoltà tecnica, qualunque momento di assieme coreografico, come se fosse una quisquilia. Lo stesso dicasi per i primi ruoli.
Però, non c'è niente da fare, Alice nel paese delle meraviglie non mi ha mai affabulato e temo che non riuscirà a farlo mai! L'ho trovata nonsense quand'ero bambino e questa sensazione non mi è mai davvero passata, a dispetto di tanti che la considerano la loro fiaba preferita.
Tornando alla coreografia, Quintero Lopez segue fedelmente la struttura della fiaba scritta dal reverendo Lewis Carroll e che pare essere nata durante una gita in barca con Alice Liddell e le sue sorelle, alle quali raccontò questa favola improvvisata sul momento. In questa versione, diversi sono i rimandi e le citazioni dalla riuscita e popolare versione che Christopher Wheeldon creò nel 2011 per il Royal Ballet inglese, in particolare la scena iniziale, l'assolo di Alice, la scena della Duchessa, lo Stregatto e la divertente rilettura della Regina di cuori. Ma aldilà di questo, Quintero Lopez conosce bene il mestiere e ha un linguaggio fluido e personale che svela nel saper miscelare la pura tecnica della danza classica con le contaminazioni di quella neoclassica e del contemporaneo. La costruzione dei personaggi e la narrazione risultano chiare e scorrevoli, anche se alcune lungaggini e la marea di personaggi inseriti da Carroll e qui riportati in vita, meriterebbero qualche sforbiciata qua e là. Gli assiemi in particolare, la splendida scena dei fiori e quelle carte dove dominano eleganza e brio uniti a perfetti pesi scenici e grande musicalità, sono davvero superlative e non possono lasciare indifferenti.
La Alice di Marin Ino è come sempre una "macchina da guerra", affidabile tecnicamente e vivace dal punto di vista interpretativo, è accompagnata in un delizioso pas de deux dal felpato ed elegante Filippo Jorio nel ruolo del Cavaliere di Cuori, che dispensa tecnica brillante e belle linee. Nina Noč centra perfettamente il ruolo della Regina di Cuori e crea, quantomeno finora, uno dei ruoli più riusciti del suo repertorio. Lo stesso vale per Lukas Bareman che porta in scena un Bianconiglio dolce e brillante al contempo, pieno di curati dettagli senza mancare di sfoggiare una tecnica adamantina. Vorrei citare ancora il Cappellaio matto di Filip Jurič, in un ruolo secondario ma molto ben interpretato, la squinternata e svampita Duchessa creata da en travestì da Tomaž Horvat, l'esilarante cuoca della bravissima Erica Pinzano e i due strepitosi gemelli, ma solo sulla scena, Pablo Aguirre e Jean-Baptiste de Gimel dalla tecnica esplosiva! La sfilza di solisti è lunghissima e li trovate nella locandina in alto: torno a dire che sono stati tutti bravissimi!
La parte musicale, che vive della riscrittura musicale di brani tratti da diverse composizioni di Piotr Ilich Tchaikovsky da parte di Carl Davis, non ha messo in gran luce la prestazione dell'Orchestra del Teatro dell'Opera di Lubiana, debole in alcune sezioni e poco assieme: servivano forse più prove o più polso nella direzione: resta comunque sempre un gran piacere avere musica dal vivo ad accompagnare la danza!
Le repliche continuano fino al 30 aprile e suggerisco con entusiasmo di fare questa piacevole gita fuori porta!









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