ANNA BOLENA domenica 28 gennaio 2024
Il Criticone in questo caso può restare zitto, completamente silente, perché su questa produzione non c'è nulla da ribattere ma solo parlare bene di tutto: che gioia!
È stupefacente l'impianto scenografico di Paul Brown, essenziale e ricchissimo, al contrario dei costumi ricchi e pieni di fantasia che creano un connubio esplosivo, capace di accecarci di bellezza, stordirci di eleganza e sorprenderci di novità.
È strepitosa la regia di Graham Vick, riprodotta da Stefano Trespidi, che cesella personaggi, costruisce climax, suggerisce e sottolinea, esalta e sprofonda esattamente come il dipanarsi della vicenda, offrendo splendidi opportunità per tutte le masse artistiche impegnate: Graham non è più con noi ma lunga vita alla ripresa di questo spettacolo.
È impeccabile il cast artistico: dalla Anna Bolena della strepitosa belcantista Salome Jicia, sostenuta da tecnica e da uno strumento vocale entrambi fuori dal comune, a Lord Riccardo Percy del convincente e acutissimo tenore Marco Ciapponi; dalla Giovanna di Seymour di un'altra strepitosa belcantista Laura Verrecchia, che contrappunta alle doti della Jicia con altrettante qualità, all'Enrico VIII di Riccardo Fassi che avercene di voci giovani e presenze sceniche così; dallo Smeton di Veta Pilipenko, ai Lord Rochefort e Sir Hervey rispettivamente interpretati da Nicolò Donini e Andrea Schifaudo...tutti, ma proprio tutti, erano in parte e hanno dato il loro meglio senza sforzo alcuno, quantomeno apparentemente. Le mie orecchie e i miei sensi vibrano ancora dopo ore dalla fine dello spettacolo: grazie, di cuore!
È incredibile la quantità di applausi che ha omaggiato tutti i presenti sul palco, l'ovazione ricevuta dalle prime parti e dal Maestro Ciampa, segno che la qualità è riconoscibile da tutti, non solo da chi se ne intende e sono questi gli spettacoli che vorremmo sempre...
E l'ultimo grazie vola a Gaetano Donizetti per aver scritto un'opera così bella e vibrante.











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