venerdì 18 novembre 2016

CABARET 17 novembre 2016

Locandina dello spettacolo

È stata una serata emozionante sotto diversi punti di vista.
Emozionanti gli straordinari protagonisti dello spettacolo ed emozionante anche per il messaggio sotteso che è quanto di più attuale, anche dalle nostre parti.

Sentiamo parlare di Cabaret e subito pensiamo di trovarci di fronte ad una copia  più o meno fedele della Sally Bowles immortalata dall'arte di Liza Minnelli; attendiamo di respirare l'aria fumosa e decadente della Berlino anni '20; ci aspettiamo uno spettacolo fatto di bellissime canzoni e divertimento e invece usciamo dalla sala con lo stomaco contratto. Tutto ciò succede grazie ad un semplice, futile musical che ha debuttato ieri sera nella grande Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti di Trieste. Con il plusvalore di tutta la classe e la bravura di Giampiero Ingrassia e di Giulia Ottonello. Sublimi, veramente!

La storia racconta della faticosa vita di due giovani nella Berlino degli anni '30, prossima a sostenere il nazismo, una città indolente più brava nel lamentarsi che nel prendere una posizione: Sally e Cliff si innamorano improbabilmente, con il cuore e la testa pieni di sogni, di idee, di speranza ma poco altro di concreto. Sally resterà incinta e deciderà di abortire, senza condividere la decisione con Cliff che non vedrà altra soluzione che abbandonarla all'ecatombe in arrivo...
Questo storico spettacolo del 1966, ispirato ai Racconti Berlinesi di Christopher Isherwood e alla commedia I'm a Camera di John Van Druten, ha debuttato a Broadway con libretto di Joe Masteroff, musiche di John Kander e liriche di Fred Ebb, ottenendo immediatamente un enorme successo. La Compagnia della Rancia lo rimette in scena per la terza volta con la regia di Saverio Marconi e i testi tradotti da Michele Renzullo in una versione tanto scabra quanto toccante. Il semplice ma efficace impianto scenico di Gabriele Moreschi, svela tutti i dietro le quinte, portando lo spettatore a sentirsi attore e motore della vicenda; i costumi di Carla Accoramboni ci trascinano perfettamente nell'epoca, mentre le splendide luci di Valerio Tiberi sottolineano il tutto "alla vecchia", senza bisogno di decine di teste mobili...
Raffinata la direzione musicale di Riccardo Di Paola, supervisionato da Marco Iacomelli, che arrangiano le canzoni e armonizzano canto e controcanto sontuosamente. Ironiche e fantasiose le coreografie di Gillian Bruce, con un cenno particolare al numero con le corde.


Tornando al cast Giampiero Ingrassia sfodera grande maestria nel canto e nell'interpretazione istrionica del ruolo del Maestro di Cerimonia; Giulia Ottonello è una portentosa, civettuola, accattivante e commovente Sally Bowles che ci porta fino all'apice con la canzone che da il titolo al musical, chiudendola con una sorta di scena della pazzia degna del balletto Giselle; Alessandro Di Giulio è stato un Cliff leggermente opaco; bravi e toccanti Altea Russo e Michele Renzullo; strepitosa Valentina Gullace nel ruolo di una prostituta ninfomane e bravissimi anche Andrea Verzicco, Ilaria Suss, Nadia Scherani, Marta Belloni, Marco Rigamonti e Matteo Tugnoli che meritano di essere citati al pari dei protagonisti principali.

Sala piena solo a metà, pubblico plaudente: si replica fino a domenica 20 novembre

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