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QUASI PER CASO DOPO IL CAFFE' 21/9/13

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Ma che bella, splendida, fantastica, geniale, sorprendente, deliziosa idea...qualcuno possiede qualcosa di bello e decide di dividerlo, di condividerlo con gli altri. Così ha fatto Federica Russolo con il giardino della propria casa e con alcuni spazi esterni e particolari della stessa. Prima creando la HomeGround con la quale propone musica di alta qualità suonata esclusivamente live per gli amici in una nuova stanza da musica; poi creando questo splendido evento, intitolato "Quasi per caso, dopo il caffè". Succede questo. Si arriva a casa di Federica e il cortile/giardino d'ingresso è già presieduto da suo figlio e da tanti altri amici/ospiti. Di lì a poco Lorenza Masutto e Arianna Starace si esibiscono in un tango argentino contaminato di danza contemporanea, nei quali i ruoli sono interscambiabili, così come suggeriscono anche i costumi che le due indossano: mezzo abito da uomo e mezzo da donna, a rimarcare questa dualità. Subito dopo sul giardinetto alle spall...

AIDA 17 agosto 2013

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Locandina dello spettacolo Scrivere di questo spettacolo è un sincero piacere perché mi riporta indietro negli anni a quando in questa stessa edizione (e dentro quei terribili costumi con gonnellino plissé bianco...) danzavo anche io. Parliamo dell'AIDA, lo spettacolo per eccellenza dell'Arena di Verona, qui nella versione che rievoca lo storico allestimento che inaugurò questa fortunatissima sede estiva di spettacoli operistici e di balletto, trasformandolo da semplice monumento all'aperto a tempio dello spettacolo open air. La magnifica intuizione venne nel 1913 a Giovanni Zenatello, tenore, e all'impresario Ottone Rosato, impresario, per celebrare il centenario della nascita di Giuseppe Verdi. E quella che vediamo in scena è la ricostruzione quanto più possibile fedele di quell'allestimento: indiscutibilmente filologica  per quanto riguarda scene e costumi, un po' più fantasiosa per quanto riguarda la regia e la coreografia. Firma la regia Gianfranco...

CERCANDO VERDI 16 agosto 2013

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Locandina dello spettacolo Stavolta, prima di affrontare la recensione vera e propria, devo fare un paio di considerazioni. Non vedevo ballare il corpo di ballo dell'Arena di Verona da moltissimi anni, forse da quando ne facevo parte anche io nei lontani anni '90. L'avevo incrociato come contorno in qualche opera del cartellone estivo, ma nulla di più. Devo dire che sono rimasto veramente stupito dalla loro qualità, dalla versatilità e dalla compattezza nei momenti di assieme (nonostante fosse la famigerata seconda recita, quella nella quale si tende a rilassarsi dopo la tensione della prima): bravi! La seconda considerazione è che si vocifera da qualche tempo di un possibile scioglimento di questa compagnia: amministratori, politici, direttori, non fatelo! Sarebbe un peccato dopo aver raggiunto questa qualità! L'ennesimo omicidio italiano perpetrato ai danni delle arti dello spettacolo... Detto ciò devo tessere le lodi della Direttrice dell'ensemble areniano,...

WOZZECK_WOYZECK_RELOADED 28 luglio 2013

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Locandina dello spettacolo Difficile scrivere di Wozzeck, nuova produzione della coreografa/regista/artista visiva/sceneggiatrice (e chi più ne ha più ne metta) Andreas K. Schlehwein, ma ci provo lo stesso. E' difficile scrivere di un suo spettacolo perché le emozioni, i pensieri non esauriscono dopo l'andata in scena, ma restano dentro di noi a decantare, come un buon vino... Sono talmente tanti gli stimoli che offre agli occhi e alla mente che non si riesce a "digerire" tutto durante lo svolgersi dello spettacolo. Piccolo inciso: non so quanto è durato lo spettacolo, non mi è venuta neanche voglia di guardare l'orologio... La Schlehwein affronta la complessa e drammatica vicenda del soldato Woyzeck, realmente vissuto nel diciannovesimo secolo, diventato un'icona come rappresentante del malessere psicologico e/o psichiatrico, procedendo per immagini, come è tipico del suo teatro. E' come se, davanti ai nostri occhi, scorresse lo storyboard che ...

LETTERA APERTA AGLI ALLIEVI DI ERICA BRONT

Lettera aperta alle allieve e agli allievi di Erica Bront Mie care e cari, oltre ad essere il vostro insegnante part time di danza classica, ogni tanto mi diletto a scrivere degli spettacoli che vedo. Sapendo questo, Erica mi ha chiesto di fare una recensione del vostro ultimo saggio "Il Viaggio". Mentre mi accingevo a scriverla ho capito che invece volevo dirvi qualcos'altro. Volevo dirvi che siete stati fortunati perché avete scelto una scuola che continua ad essere unica in questa regione. Non vuole essere un incensamento e, se un po' mi conoscete, sapete che non è proprio il mio forte, ma una presa d'atto. Unica perché Erica è un'insegnante diversa. Certo, ha come obiettivo davanti a sé la vostra crescita tecnica, la creazione di danzatori, di corpi consci e danzanti, di atleti che usino la tecnica come veicolo espressivo. Ma ha soprattutto come obiettivo la vostra formazione artistica. La vostra artisticità e l'insegnarvi ad esprimerla. ...

ROBERTO BOLLE and friends form American Ballet Theatre 19 luglio 2013

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Mi accingo a scrivere una delle recensioni più difficili della mia carriera (!), quella sul galà "Roberto Bolle and friends from American Ballet Theatre". Sarà difficile perché, per alcuni aspetti, devo andare a toccare un mostro sacro, un idolo delle folle. Ma tant'è: nessuno mi costringe a scrivere, né voi a leggermi o ad apprezzare quelle che sono sempre e comunque SOLO mie opinioni. Allora, il Politeama Rossetti è gremito all'inverosimile. L'ufficio stampa dello Stabile del Friuli Venezia Giulia mi trova una poltrona lontana, ma centralissima (grazie!) dalla quale posso godermi veramente la danza nella sua totalità, senza la distrazione della mimica facciale o del dettaglio ravvicinato. Ho già visto Roberto Bolle danzare. E ho sempre adorato la grande pulizia tecnica, l'eleganza, le linee perfette, l'intelligenza dell'interpretazione. Qui a Trieste ha deciso di debuttare una nuova produzione dei suoi famosi Galà : un assemblaggio di artis...

PARSONS DANCE 16 luglio 2013

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Locandina dello spettacolo  Arrivo al Politeama Rossetti trafelato, accaldato da una camminata veloce in questa estate ad intermittenza e non sono proprio felice che questo spettacolo si svolga al chiuso invece che all'aperto, sotto le stelle del Castello di San Giusto o in piazza Unità. Per fortuna c'è l'aria condizionata, ma sono sicuro che come me, molti altri spettatori avrebbero preferito un'altra location. Si desume anche dalle tante, troppe poltrone vuote che mi addolorano sempre quando vengono proposti spettacoli di qualità. Però, poi, il sipario si apre sui primi otto danzatori della Parsons Dance. Ed è subito un uragano rinfrescante. Un turbine di corpi in movimento, una pioggia risanatrice di passi, un firmamento di stelle. Danzatori che alla prima impressione sembrano dei danzatori degli anni 80 o 90 del secolo scorso: non longilinei o dotati di collo del piede a quintali come pretende la moda di oggi, ma danzatori forti, brevilinei magari, ma ...