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IL PIPISTRELLO martedì 18 febbraio 2020

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Locandina dello spettacolo Come mi piace, ogni tanto, ritornare al magico mondo dell'operetta! Specialmente se è di qualità. E in questo caso sono stato fortunato. La direzione artistica del Teatro Nuovo Giovanni da Udine ha saputo scegliere con attenzione il titolo e la produzione da proporre al suo pubblico. La Compagnia Corrado Abbati, che coproduce lo spettacolo assieme al Teatro Ponchielli di Cremona, è ormai un'istituzione storica, in   tournée  per l'Italia da più di 25 anni. E ne ha fatta di strada, in tutti i sensi, rispetto alle prime produzioni che ben ricordo. Un bel plus lo aggiunge la presenza dell'Orchestra Città di Ferrara che suona bene e con grande attenzione. Lo spettacolo che Abbati rilegge, e suddivide giustamente in due atti rispetto ai tre originali, ha un intreccio che non teme il passare del tempo: gli intrighi amorosi e le piccole vendette sono all'ordine del giorno anche nella nostra era  s ocial! La regia è curata e gli interpret...

SHINE/PINK FLOYD martedì 11 febbraio 2020

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Locandina dello spettacolo Aspetti positivi Ogni produzione firmata da Daniele Cipriani significa garanzia di grande qualità artistica, altissimo livello di danzatori, pulizia tecnica dell' ensemble e originalità progettuale. Aspetti negativi Mai amato i Pink Floyd e le coreografie di Micha van Hoecke. Quindi la serata inizia un po' di malavoglia, ma il piacere di andare a teatro vince sempre su tutto. Il palco è dominato da una struttura metallica che ospiterà immagini, scritte e videoproiezioni, circondato a sua volta da diversi fari led motorizzati. Sotto di lui prende spazio la band mentre il resto del palco è libero per ospitare i danzatori. All'ingresso del pubblico, sullo schermo ruota lentamente una proiezione della luna che ce la mostra magica, quasi in rilievo. Poi entra la band, seguita dai danzatori e lo spettacolo ha inizio. I primi tre, quattro brani sono per me digeribili, poi, vuoi il volume, vuoi delle canzoni che non mi toccano l'anima, ...

LUCREZIA BORGIA venerdì 17 gennaio 2020

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Locandina dello spettacolo Finalmente ieri sera mi sono sentito in Europa e non più in Italia! Al Tetro Verdi di Trieste abbiamo assistito alla prima di questa opera, che personalmente ascoltavo per la prima volta, che mancava dal palcoscenico triestino dal lontano 1871. Il perché è abbastanza chiaro: non ci sono arie particolarmente indimenticabili - belle pagine corali sì - il tema è cupo e intriso di incesto e sesso, e si sente la transizione tra l'opera settecentesca e l'arrivo del romanticismo. Sembra quindi un po' ibrida anche se, vista nell'allestimento di ieri, si coglie tutta la modernità e la lungimiranza di una creazione che doveva risultare assolutamente scandalosa e troppo liberale per l'epoca in cui è stata composta e rappresentata. Tant'è che ha avuto fortune altalenanti, cambi di titolo e diverse riscritture. Detto ciò, la mano, lo stile di Gaetano Donizetti è riconoscibile e già di grande levatura, pronto ad offrire al successore Verdi, una ...